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Astengo C, Balla M., Brigati I., Ferrada de Noli M., Gomes L., Hall T., Pires V., Rosetti C. (2013) Da Noli a Capo Verde. Antonio de Noli e l’inizio delle scoperte del Nuovo Mondo. Red. Alberto Peluffo. Marco Sabatelli Editore. Savona, 2013. ISBN 9788888449821

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Da Noli a Capo Verde. Antonio de Noli e l’inizio delle scoperte del Nuovo Mondo

Da Noli a Capo Verde. HomePage Pag. 11

I. Prefazione del Sindaco della Città di Noli

 Sindaco Ambrogio Repetto - Conv. Antonio de Noli 2010

Nel 2010, un gruppo di esperti internazionali ha commemorato il 550° anniversario della scoperta di Capo Verde da parte del navigatore italiano Antonio de Noli. Il 18 settembre 2010, qui, nell’Antica Repubblica Marinara di Noli, si è tenuto un congresso internazionale, in cui si è definito che Antonio de Noli fu lo scopritore ufficiale di Capo Verde nel 1460 e, nel 1462, divenne il primo colonizzatore di Capo Verde, fondando e governando la prima città europea nei Tropici. Questi eventi storici sono considerati l’inizio del periodo generalmente conosciuto come “L’età delle scoperte”.

Durante questa fase iniziale della “Età delle scoperte”, Antonio de Noli contribuì in maniera importante sia alla scoperta del Nuovo Mondo che a quella di una nuova rotta marittima per l’India e l’Oriente, aprendo la strada alla globalizzazione e al moderno capitalismo.

Come conseguenza diretta di queste nuove informazioni, la Fondazione Culturale S. Antonio di Noli ha pubblicato un nuovo libro che esamina aspetti della biografia di Antonio de Noli e il suo ruolo nella modernizzazione del Nuovo Mondo. Questo libro è basato su ricerche presentate al Congresso ed ha implicazioni internazionali che ne suggeriscono fortemente la lettura nelle scuole pubbliche e nelle università che propongono corsi di storia del Nuovo Mondo e dell’Età delle scoperte.

Il Congresso Internazionale ha rivelato, sul periodo delle scoperte, molti aspetti nascosti che sono stati ignorati dagli storici tradizionali per oltre 550 anni. Queste nuove informazioni ci forniscono il primo resoconto dettagliato dei capoverdiani delle origini e del loro ruolo nello sviluppo del mondo moderno e nella nascita della storia Ispano-Americana.

Ritengo che queste nuove informazioni vadano trasmesse nei sistemi educativi in tutto il mondo se vogliamo farci un’idea reale e più accurata dell’Età delle scoperte. Inoltre, questo libro ci fornisce dettagli importanti sulla prima società multirazziale documentata nel Nuovo Mondo. Quindi, è estremamente importante per aiutarci a capire meglio il mondo in cui viviamo oggi.

Va anche tenuto presente che questa ricerca è stata condotta dalla Antonio de Noli Academic Society con lapartecipazione della Repubblica di Capo Verde, il Comune di Noli e la Fondazione Culturale S. Antonio di Noli. I contenuti sono autorizzati dal Professor Marcello Ferrada de Noli, discendente diretto di Antonio de Noli, della nobile famiglia Noli, con radici storiche a Noli e a Genova. Il professor de Noli è anche presidente e fondatore della Antonio de Noli Academic Society e la sua ricerca genealogica familiare costituisce un’operazione importante per capire la storia del suo famoso antenato. Questo evento rappresenta la prima volta nella storia del Nuovo Mondo in cui una società nota è stata in grado di risalire alle sue origini direttamente fino allo scopritore e primo residente, che creò la società originaria.

Ambrogio Repetto's signed forewordSulla base di queste informazioni, sostenute dalla ricerca indipendente di esperti internazionali provenienti da diverse parti del mondo, noi qui a Noli riteniamo che questo libro vada considerato la versione ufficiale della scoperta di Capo Verde e che gli antenati degli abitanti di questo arcipelago, costituiti da soggetti sia europei che africani, furono i pionieri delle scoperte del Nuovo Mondo e aprirono il mondo all’età moderna.

Questo nuovo, rivoluzionario libro rappresenta anche una valida fonte di informazioni per lo studio di molte discipline accademiche, per esempio economia, topografia, antropologia, astronomia, globalizzazione, capitalismo, relazioni internazionali, scienze politiche, scienza militare, filosofia, archeologia, legge, religione, oceanografia, etnologia, biologia, sociologia, multiculturalismo, storia del Nuovo Mondo e probabilmente ancora altre non citate qui.

Il Sindaco della Città di Noli, Ambrogio Repetto

II. Comunicato stampa del curatore prof. Alberto Peluffo

C’è un mistero nella gloriosa epopea dei grandi navigatori italiani che portarono alla nascita del Nuovo Mondo: chi era Antonio de Noli, lo scopritore delle Isole di Capo Verde? Il libro “Da Noli a Capo Verde”, pubblicato da Marco Sabatelli Editore, fa chiarezza sul personaggio e sul suo ruolo in quel tempo affascinante e pieno di lati oscuri.

Il volume contiene gli atti della conferenza internazionale con lo stesso titolo, tenutasi a Noli, presso la Fondazione Culturale S. Antonio, nel 2010, anno in cui ricorrevano il 550° anniversario della scoperta di Capo Verde e il 35° anniversario della sua indipendenza. Quella fu probabilmente la prima occasione in cui eminenti studiosi internazionali (Corradino Astengo, Marcel Balla, Marcello Ferrada de Noli, Lourenco Gomes, Trevor Hall, Vasco Pires) si confrontavano sul tema e fornivano un quadro completo e coerente della figura del navigatore e del valore della sua scoperta.

Antonio de Noli risulta essere nato a Genova da una famiglia di origini nolesi. Navigando per conto del principe Enrico del Portogallo, scoprì le isole di Capo Verde nel 1460 e ricevette dal re lusitano l’incarico di governare e colonizzare l’arcipelago, all’epoca disabitato. La colonizzazione ebbe come conseguenza un fatto unico nella storia: la nascita di un nuovo popolo originato dalla fusione di elementi europei e africani, anello di congiunzione biologica e antropologica fra i due continenti. Ma la scoperta di Capo Verde fu anche una pietra miliare nel campo delle scoperte geografiche, diventando la base delle nuove esplorazioni atlantiche, destinate in breve a trovare rotte più efficaci da e per l’India e a svelare il continente americano.

Nel 1476, un colpo di scena cambiò la vita di colui che era diventato un ricco governatore, dedito a lucrosi commerci con l’Africa occidentale: gli spagnoli conquistarono le isole e catturarono de Noli, portandolo in Spagna. Qui, però, l’anno dopo fu liberato per ordine del re e, subito dopo, sparì senza lasciare tracce. Potrebbe essere morto in quelle circostanze, ma un altro documento, datato 1497, lascia aperti molti interrogativi, che il libro mette in evidenza. In quella data, una parte della famiglia de Noli era già ritornata in Italia, a Cesena, da dove poi farà ritorno in Liguria, a Valleregia di Serra Riccò, dove esiste ancora oggi una borgata che si chiama Noli. Complessivamente, partendo dal navigatore, la ricerca individua un albero genealogico che copre diciannove generazioni, fino ai giorni nostri.

Del libro è in uscita anche la versione in inglese, nel sito della Antonio de Noli Academic Society, www.adenoli.com. La stessa associazione, ideatrice della conferenza e delle pubblicazioni, sta curando anche l’edizione in portoghese.

Infine, una curiosità legata al nome del navigatore: Anton da Noli, come era noto popolarmente fino ad oggi, o Antonio de Noli? Il volume mette chiaramente in luce il fatto che tutti i documenti che lo citano lo chiamano de Noli, oppure de Nolle, ma non da Noli: quest’ultima fu, probabilmente, una versione introdotta dallo storiografo nolese Bernardo Gandoglia, il primo a citarlo in tempi moderni, nel suo “In Repubblica”, datato 1926. La sostanza, però, non cambia: quella di Antonio è una figura importante, che merita di essere conosciuta meglio.

Alberto Peluffo

 

A Peluffo text in Assoc Italo-CV